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Walter Venditti: "La storia della danza"

LA FURLANA

 

  Il nome di questa danza deriva da Fomm = Uli e da For (Lad).
Questa danza viene dal "Fniorel" (Friuli) dove gli abitanti hanno nome Forlani.
I coreografi francesi l'hanno importata da Venezia dove era molto usata soprattutto tra i gondolieri.

Nelle vecchie partiture, la Forlana è scritta in sei quarti. Malgrado questo arcaismo (che dicono non più in uso) si dice che venisse eseguita in sei ottavi (la danza di cui ci stiamo occupando è restata la più giovane, grazie alla sua andatura veloce, può essere un po' popolare ma, in tutti i casi, è d'una gaiezza spumeggiante.

Abbiamo rilevato con stupore che la Furlana de La Reine des Paris (Aubert 1725) ha dei grandi tratti somiglianti ad una aria inglese molto popolare che abbiamo trovato consultando a Londra il trattato di Sir Roger Caverly.
Come è possibile spiegare queste similitudini?
Questa danza era conosciuta in tutta Europa fin dal principio del XVIII secolo; sembra che già esistesse prima di quel periodo.

Alcune Furlane sono già in edizioni musicali prima di quel periodo, esattamente nel XVI secolo.

A Venezia, nel 1609, furono viste da un cronista francese nei balli pubblici ove "Au son d'un violon et d'un cistre, se dansent les gaillardes et passameites et autres danses comme la fourlane".
Tra le gagliarde e i passemezzi le danze più eseguite erano le furlane, cioè le danze alla maniera della gente del Friuli. È però utile ricordare che la gente del Friuli era gente del Nord veneziano e che questi montanari danzavano la furlana nei giorni delle fe~st1vità ma~soprattutto durante il carnevale.
Alla fine del secolo, un altro viaggiatore francese così descrive la furlana veduta a Venezia: la più graziosa fra le danze è la furlana.

Essa si fa a due o a quattro persone in un numero pari di uomini e di donne che girando in tondo saltano e scuotendo i piedi con rapidità e leggerezza meravigliosa si accostano una davanti all'altra rotando sempre nello stesso senso prendendosi talvolta con le braccia e intrecciandosi e talvolta portando le braccia sopra la testa.
Tale descrizione trova conferma nei grafici dei trattati di danza dell'epoca. In forma tipica la furlana dal principio alla fine del 600 è la danza più in voga, che più tardi divenne la "Polka".

Campra, dunque la introdusse nelle Fétes Venitiennes, La Barre anch'egli nelle sue Venitiennes del 1705 e Rameau nel Gibarites del 1757, Couperin nei Concerts.
Ultime tracce della furlana si trovano nel programma di un gran ballo dato a Udine in occasione dell'entrata delle truppe francesi nel 1787.
La furlana alterna una battuta in sei ottavi con una in tre quarti.
Questa danza ebbe un ritorno nel nostro secolo, ma per poco: papa Pio X nel 1914 consigliò un ritorno alla furlana per combattere la diffusione peccaminosa del tango.

 

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