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Fabritio Caroso

Traité Ballarino - Venise 1581

 

 

fabritio_caroso_traité_ballarino_venise_1581.jpg (12034 byte)In Nobiltà di Dame del Caroso appaiono balletti di quattro parti. Ad esempio nella Aura Soave, il Caroso pone come primo pezzo un tempo grave a 2/4, seguito da una gagliarda a 6/4, da un saltarello a 3/8 e da un canano a 3/8.

Una delle più interessanti composizioni di Claudio Monteverdi, Scherzi Musicali a 3 voci del 1607 e che ha come sottotitolo la parola Balletto, si presenta come una suite.

Esso consiste in una entrata a tre strue meni i alla quale seguono sei pezzi a si tre voci: Pavana, Courante, Gagliarda, Volta, Allemanda e una Tripla nele la quale intervengono tutti gli altri strumenti.

Le musiche scritte appositamente per la danza divengono più ricche di strumenti come risulta da un libro pubblicato a Venezia nel 1511 dal titolo Intabolatura Nova di varie sorti di balli da sonare per: Arpicordi, Spinette, Clavicembali e Manocordi ecc. di Giacomo Castoldi (1556-1622) conosciuto per essere stato un eccellente compositore di madrigali.

Il medesimo nel 1591 pubblicò sei balletti a cinque voci con suoi versi per cantare, suonare e ballare fra di essi una mascherata di cacciatori a sei voci e un concerto di sei pastori.

Questo genere di balletti ebbe enorme successo e fu diffuso in Olanda e in Inghilterra nella metà del XVII secolo.

In Inghilterra Thomas Morley (1557-1603) pubblicò sei balletti dal titolo Balletsforfive voices e Thomas Weelkes (1575-1623) anch’egli pubblicò Six Ballets an madrigals to five vozces.

Biagio Marini (Brescia 1600-1665) pubblica da Magni a Venezia Passi e mezzi, Balletti, Coreu ti, Gagliarde, Sarabande eccetera.

Giovanni Picchi, compositore e organista del secolo XVII sempre a Venezia pubblicò Tabulatura di Balli d’Arpicordo (Venezia, Vincenti 1620) e Carlo Farmi da Mantova il suo Libro de Pavane, Gagliarde, Brandi, Mascherade, Volte, Balletti e Sonate (Dresda 1626) ed ancora Carlo Piazzi da Cremona il suo Libro Primo di Balletti, Coreuti, Gighe e Sara bande a due e tre violini e violoni eccetera.

Con lo sviluppo della tecnica strumentale si arricchisce anche la tecnica coreografica, che si raffina, si semplifica, si evolve.

A metà del secolo le scuole di danza se ne avvantaggiano. I nuovi maestri cominciano a recarsi in tutto il mondo presso tutte le corti d’Europa vengono chiamati ad insegnare.

Tocchiamo testimonianze dello sviluppo tecnico della coreografia soprattutto nelle opere dei due illustri maestri e creatori di danze; il milanese Cesare Negri e Fabrizio Canoso da Sermoneta.

Milano era allora il centro coreografico d’Europa e il Negri scrisse qui il suo trattato nel quale parla anche d’una quarantina di suoi allievi che divennero famosi. Il Negri e il Caroso fecero della danza, per la prima volta nel mondo, un fatto europeo. Nei loro libri, per la prima volta nella storia della danza, troviamo la teoria chiara e netta di ogni passo e di come deve essere eseguito.

 

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