In
Nobiltà di Dame del Caroso appaiono balletti di quattro parti. Ad esempio nella Aura
Soave, il Caroso pone come primo pezzo un tempo grave a 2/4, seguito da una gagliarda a
6/4, da un saltarello a 3/8 e da un canano a 3/8.
Una delle più interessanti composizioni di Claudio
Monteverdi, Scherzi Musicali a 3 voci del 1607 e che ha come sottotitolo la parola
Balletto, si presenta come una suite.
Esso consiste in una entrata a tre strue meni i alla quale
seguono sei pezzi a si tre voci: Pavana, Courante, Gagliarda, Volta, Allemanda e una
Tripla nele la quale intervengono tutti gli altri strumenti.
Le musiche scritte appositamente per la danza divengono
più ricche di strumenti come risulta da un libro pubblicato a Venezia nel 1511 dal titolo
Intabolatura Nova di varie sorti di balli da sonare per: Arpicordi, Spinette, Clavicembali
e Manocordi ecc. di Giacomo Castoldi (1556-1622) conosciuto per essere stato un eccellente
compositore di madrigali.
Il medesimo nel 1591 pubblicò sei balletti a cinque voci
con suoi versi per cantare, suonare e ballare fra di essi una mascherata di cacciatori a
sei voci e un concerto di sei pastori.
Questo genere di balletti ebbe enorme successo e fu diffuso
in Olanda e in Inghilterra nella metà del XVII secolo.
In Inghilterra Thomas Morley (1557-1603) pubblicò sei
balletti dal titolo Balletsforfive voices e Thomas Weelkes (1575-1623) anchegli
pubblicò Six Ballets an madrigals to five vozces.
Biagio Marini (Brescia 1600-1665) pubblica da Magni a
Venezia Passi e mezzi, Balletti, Coreu ti, Gagliarde, Sarabande eccetera.
Giovanni Picchi, compositore e organista del secolo XVII
sempre a Venezia pubblicò Tabulatura di Balli dArpicordo (Venezia, Vincenti 1620) e
Carlo Farmi da Mantova il suo Libro de Pavane, Gagliarde, Brandi, Mascherade, Volte,
Balletti e Sonate (Dresda 1626) ed ancora Carlo Piazzi da Cremona il suo Libro Primo di
Balletti, Coreuti, Gighe e Sara bande a due e tre violini e violoni eccetera.
Con lo sviluppo della tecnica strumentale si arricchisce
anche la tecnica coreografica, che si raffina, si semplifica, si evolve.
A metà del secolo le scuole di danza se ne avvantaggiano.
I nuovi maestri cominciano a recarsi in tutto il mondo presso tutte le corti dEuropa
vengono chiamati ad insegnare.
Tocchiamo testimonianze dello sviluppo tecnico della
coreografia soprattutto nelle opere dei due illustri maestri e creatori di danze; il
milanese Cesare Negri e Fabrizio Canoso da Sermoneta.
Milano era allora il centro coreografico dEuropa e il
Negri scrisse qui il suo trattato nel quale parla anche duna quarantina di suoi
allievi che divennero famosi. Il Negri e il Caroso fecero della danza, per la prima volta
nel mondo, un fatto europeo. Nei loro libri, per la prima volta nella storia della danza,
troviamo la teoria chiara e netta di ogni passo e di come deve essere eseguito.
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