Frammenti al femminile
di Karina Andrea Olivera
Edizione Akkuaria
Pag. 110
Euro 12,00



È un commento che devo fare subito, appena terminata la lettura altrimenti so che non lo farò più… rimarrei a fissare il libro appena chiuso e tornerei ancora a riaprirlo e a rileggere uno, due, dieci volte questi Frammenti intensi e per molti versi sconvolgenti, di vita vissuta. Intensi perché in ognuno di essi è racchiusa un’esistenza e sconvolgenti perché come dice l’autrice sono episodi realmente accaduti e che lei con una sensibilità non comune ha fermato nelle pagine del suo libro.
Non c’è un racconto più bello dell’altro, non c’è un racconto più dolce o malinconico dell’altro, sono tutti racconti forti e pieni di emozioni, ma non delle solite emozioni a cui ormai sono stata abituata dalla lettura di lavori contemporanei, le emozioni che tu, Karina, mi hai fatto provare sono emozioni vere, di madre, di moglie, di figlia e soprattutto di donna. Ci sono la rabbia e lo sdegno che mi ha procurato la lettura della storia di Tita, c’è la sensazione di impotenza e di disperazione nell’Ultima Lettera, c’è l’intensa commozione che ho provato leggendo Buono come il pane! o l’odio profondo che mi ha ispirato Vite distrutte, per non parlare dell’immensa pena del Paradiso dei perdenti. È stato un susseguirsi di stati d’animo contrastanti, di sensazioni avvolgenti, vorticose e vigorose che mi afferravano ad ogni racconto e che accumulandosi, alla fine della lettura, mi hanno lasciata come ubriaca, stordita, spossata e con tanta voglia di riflettere su quello che avevo letto. Spesso, infatti, la mia coscienza, come quella di tanti altri, preferisce ignorare, delegare, non affrontare facendo finta che non esistano o deviare in tutt’altra direzione quei discorsi o quelle problematiche che ci rendono reietti e ultimi tra gli esseri viventi.
L’ultimo racconto: Diario di una mamma, è quello della nascita della figlia dell’autrice e le parole da lei usate per raccontare le fasi della gestazione e del parto sono bellissime e accarezzano il cuore proprio come lei ha carezzato la testolina della sua bimba appena nata. Tutto il brano è un inno all’amore materno e alla speranza, le parole volano leggere come in una melodia dolcissima, quasi una ninna nanna. L’augurio che la mamma invia alla sua creatura che si è affacciata alla vita e che già così duramente la sta mettendo alla prova, con dei versi sgorgati direttamente dal cuore, è quello di vivere una vita serena, piena di amore e di felicità e questo è l’augurio a cui mi unisco stringendo al petto questi Frammenti al Femminile.
La lettura del libro passo dopo passo, di storia in storia, avanza scorrevole. I racconti si dipanano chiari sotto gli occhi del lettore mentre i vocaboli usati, gli aggettivi, i verbi scelti con cura rendono ancora più preziosi questi frammenti di vita che intrisi di profonda e vulnerabile umanità mi sono scesi nell’anima e credo che lì rimarranno a lungo o forse non se ne andranno più via…
Complimenti Karina e grazie infinite per questo piccolo, grande capolavoro che hai lasciato alla nostra lettura, ma ancora di più mi sento di doverti ringraziare perché senza atteggiarti a maestra, ma con modestia e immensa saggezza mi hai dato una grande lezione di vita.
 

Cinzia Baldini

Er caffettiere filosofo

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