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Un po’ e un po’

di Alessandro Mugno

 

I giovani: è di loro che stiamo parlando. Se andassimo a domandare alle persone un po’ più grandi cosa ne pensano della nuova generazione probabilmente risponderebbero così:
«I giovani di oggi sono maleducati! E non hanno più il rispetto per niente!»
Questa è indubbiamente un’opinione qualunquista, ovviamente non bisogna fare di tutta l’erba un fascio: ci sono anche giovani che s’impegnano, studiano, sono operosi e rispettosi delle regole; ma è anche vero che questi sono talmente pochi rispetto alla massa, che spesso vengono confusi con essa ed inglobati in un gruppo del quale non fanno parte.
È anche vero che quando si parla di giovani, oggi, la prima cosa che viene in mente è il modello di persona peggiore che si possa immaginare. Questa brutta immagine che è stata affibbiata alla nuova generazione è ben fondata, od è solo frutto del naturale istinto pessimistico che porta a vedere sempre i lati più negativi?
La risposa è: «Un po’ e un po’».
Quaranta anni fa forse non si sarebbe mai visto in giro un ragazzino di dieci anni con una sigaretta in bocca; forse si andava in discoteca per ballare, e non per “sballare”; forse chi non studiava era consapevole che avrebbe trovato maggiori difficoltà di altri nel mondo del lavoro; forse i ragazzi erano semplicemente ragazzi.
Oggi invece i ragazzi vogliono fare i “grandi”, mentre invece si comportano da bambini. Ma è tutta loro la colpa? Alcuni dicono di sì, altri invece li compiangono, come fossero vittime di una società malvagia che gli trasmette solo valori negativi.
Anche qui la risposta è dunque: «Un po’ e un po’».
In televisione, il mezzo di comunicazione principale, vediamo di tutto e di più, ma allora è colpa delle reti televisive che ci trattato da ignoranti perché sostengono quiz e gioghi a scapito dei documentari? La televisione trasmette i programmi che piacciono alla gente, quelli che la gente guarda; altrimenti che scopo avrebbe mandare in onda programmi che non vede nessuno?
Alcuni dicono: «Questa televisione “spazzatura” inculca nelle teste dei nostri figli idee sbagliate! I programmi sono troppo violenti, o volgari! Ci sono forti collegamenti ed allusioni continue al sesso!»
Cari miei, è questo quello che vogliamo, è questo che guardiamo, quindi prima di avanzare accuse, facciamoci tutti un bell’esame di coscienza. Senza omettere poi (ma è bene ricordarlo), che la televisione non deve “accudire” i figli della gente, i genitori ci stanno apposta, e poi nessuno è obbligato a guardarla. I veri valori morali li deve trasmettere la famiglia, o la scuola. Ci sono genitori che si lamentano se i loro figli vanno male a scuola, forse non sanno che questo accade perché questi non aprono mai un libro e non perché i professori sono “cattivi”.
È vero, il comportamento di alcuni insegnanti non è sempre corretto (e su questo ce ne sarebbe da parlare), ma ognuno si deve assumere le sue responsabilità e pensare prima di tutto a ciò che fa lui, e non a quello che fanno gli altri.
Nessuno è perfetto e come diceva Gesù: «Chi è senza peccato, scagli la prima pietra».
Il problema qui è che senza peccato non c’è nessuno, ma tutti scagliano pietre.
Per esempio, in che modo un professore può invogliare un ragazzo a studiare, quando si cerca in tutti i modi di non bocciare nessuno giusto per mantenere una certa immagine?
Se tutti svolgessero il loro compito a dovere (sia studenti che professori), probabilmente dalle scuole uscirebbero flotte di geni. Tuttavia questa ipotesi si può solo immaginare, perché si sa, quando si ha un compito da svolgere non si è mai troppo entusiasti.
La scuola continua a riporre tutta la colpa dei sempre più scarsi rendimenti degli studenti su questi ultimi. Per esperienza personale posso affermare però, che proporzionalmente ci sono tanti studenti lavativi quanti professori nullafacenti. Ad alcuni studenti non va di studiare, ad alcuni professori non va di lavorare: entrambe le cose però non sono obbligatorie, e visto che c’è la possibilità di scelta, perché scegliere di impegnarsi in qualcosa che non ci va di fare?
Anche su questo argomento alla domanda “di chi è la colpa” risponderei:
«Un po’ e un po’».
In definitiva a quei vecchietti che dicevano che i giovani di oggi sono maleducati, risponderei che un motivo per questo c’è: i giovani di oggi sono maleducati, questo è vero, ma non è tutta loro la colpa.

 

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