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Titolo: Bruciata viva.

Sottotitolo: Vittima delle leggi degli uomini.

Autore: Suad, nata nel 1957 in Cisgiordania. Adesso ha 45 anni.

Casa editrice: Piemme, 31 dicembre 2002.

Incipit: inizio descrittivo.

Finale: finale narrativo.

Genere narrativo: racconto.

Trama: Suad, giovane cisgiordana, si trova nel suo cortile di casa che sta facendo tranquillamente il bucato. Ad un tratto sente sbattere la porta. Era suo cognato che le aveva gettato un liquido freddo sulla testa che, un secondo dopo, diventa di fuoco. Era la punizione che le aveva dato la sua famiglia per il fatto che era rimasta incinta prima del matrimonio. Nel piccolo villaggio dove Suad era nata le donne non possono andare a scuola, non possono vestirsi come vogliono, non possono uscire senza essere accompagnate e non possono innamorarsi. Il loro destino è quello che devono essere al servizio di padri e mariti. Nonostante le ustioni di terzo grado Suad riesce a salvarsi e fugge in Europa. Parte indossando una maschera sul viso per proteggere le bruciature e racconta al mondo intero la sua storia, sfidando la legge degli uomini del suo popolo e la loro sete di vendetta.

Analisi dei personaggi: Kainat è carina e paffutella. Il padre è piccolo in altezza, ha la pelle molto chiara con delle macchie rosse, la testa tonda e gli occhi azzurri. Assad, il fratello, era il re della casa e andava a scuola; Nura, sorella è sposata. Hana e le due sorellastre. La madre indossava spesso abiti neri. Faiez l’uomo che amava. Maruan è il figlio della colpa. E ancora: Letizia, Nadia e Antonio.

Narratore: omodiegetico, protagonista.

Tempo: 1974.

Luoghi: Cisgiordania.

Stralci significativi: “Mamma sono stata tanto tempo senza di te e rivederti, finalmente, nonostante tutto quello che è successo, mi ha dato la speranza di una vita nuova. Penso a te e al tuo coraggio. Grazie per il libro su di noi. Darà coraggio anche a me, nella vita. Ti voglio bene, mamma. Tuo figlio Maruan.

Analisi del linguaggio: semplice, scorrevole con prevalenza di ipotassi.

Commento: secondo me non è giusto che le donne vengano picchiate e trattate come schiave. Infatti, la pubblicazione di questo libro, libro che per me è stato molto significativo, è stato un momento importante.

Silvestro Maria Lucia

 

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