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Francesco Luca Santo
Per rabbia o per amore
In copertina: “Walk this way” foto di Riccardo Botta

Francesco Luca Santo, è nato ad Augusta (SR) il 04/10/1978, dove risiede e lavora come Archivista Aziendale.
Dall’età di quattordici anni si diletta a scrivere poesie, pensieri e brevi racconti. L’amore per la scrittura nasce, dal suo incontrollabile bisogno d’avere una valvola di sfogo, dalla quale fare uscire le pressioni frenetiche di questa società ad “alta velocità”. Ha pubblicato le raccolte di liriche: “Stelle senza cielo” (De Rocco Edizioni, 2005); e “Chimere” (Vitale Edizioni, 2007).

Intervista

Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
Sono un ragazzo di 29 anni, vivo ad Augusta, un paese del siracusano, lavoro in un’azienda di ristorazione con la qualifica di archivista aziendale e da circa quattordici anni mi diletto a scrivere pensieri, poesie e racconti. Ho pubblicato quattro libri: tre di poesia ed una raccolta dei miei racconti e lettere. La mia passione è nata da un bisogno primordiale di liberare la mia fantasia e le mie emozioni, ed anche un modo per combattere la timidezza adolescenziale; così un bel giorno misi su un foglio alcune frasi che diedero vita alla mia prima poesia; da quel momento è divenuta una vera e propria esigenza, un modo tutto mio di esprimere le mie idee e le mie emozioni.

Qual è stato il suo percorso di studi?
I miei studi non sono stati prettamente umanistici, visto che, dopo le scuole dell’obbligo, ho conseguito il diploma di ragioniere e successivamente la qualifica di archivista aziendale,ma da qualche mese,per un mio piacere personale,ho deciso di intraprendere gli studi letterari presso la facoltà di lettere moderne di Catania,cercando di far confluire al meglio lavoro, studio e tempo libero e poter alimentare ancora di più il mio amore per la scrittura.

Quando e perché ha iniziato a scrivere?
Come ho già detto in precedenza, mi sono avvicinato alla poesia all’età di 14 anni per mettere a nudo le mie emozioni ed i miei pensieri.

In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
Considero la scrittura un vero e proprio diritto dell’animo umano, un mezzo genuino e sano per dare spazio alle proprie sensazioni senza remore, o alterazioni di pensiero, un fiore che si spoglia di ogni petalo per lasciar scoprire l’essenza del suo seme.

Quali sono i suoi libri del cuore?
Fratello mare di Sergio Bambarén

E quelli che non leggerebbe mai?
Senza offesa per nessuno i libri di Melissa.p

Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
Undici minuti di Paulo Cohelio

E quello che meno le è piaciuto?
Io non chiedo permesso di Marilù Manzini

Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
Direi quasi morboso, la Sicilia è per me come un rifugio sicuro, una casa accogliente dove vivere serenamente, e quando devo andar via ne sento la mancanza.

Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
Mi piace il maggior interesse che c’è nei confronti degli scrittori esordienti, ma non condivido l’elevata richiesta economica che viene fatta agli stessi per pubblicare i propri scritti.

Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
Credo che di positivo ci sia l’allargamento culturale a tutti e non solo alla cosiddetta elite, di negativo trovo la troppa esposizione del sesso, trattato con volgarità e poca intelligenza.

Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
Quasi per gioco: Pubblicando i miei versi sui vari portali di poesia via web. Poi sono stato contattato da diverse case editrici ed ho fatto la mia scelta

Cinema: qual è il suo film preferito?
La vita è bella di Roberto Benigni

Musica: la canzone del cuore?
W la libertà di Marco Masini
 
Come scrive? Su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue dei riti?
Generalmente scrivo su carta, di notte perché da maggiore ispirazione e in solitudine,senza seguire rituali particolari.

Quali sono i suoi poeti del cuore?
Anche se diversi tra loro: Pablo Neruda e Alda Merini.

Come nasce un suo verso?
Spontaneamente, seguo ciò che la mia mente mi suggerisce e lascio che la penna scivoli sul foglio.

Quanto tempo ci lavora su?
Poco, credo che le poesie migliori sono quelle che non hanno troppi ritocchi o sofisticazioni.

Cosa deve esserci in un suo verso, perché resti soddisfatto?
L’emozione del cuore.

Dove e quando ha scritto il suo primo verso?
A scuola durante una lezione di matematica, circa 14 anni fa.

Cos’è che l'ha spinta a pubblicare le sue poesie?
Forse un pizzico di orgoglio e la voglia di far conoscere agli altri le mie idee.

Qual è un verso celebre che avrebbe voluto scrivere lei?
“Ormai non l’amo più, è vero, ma forse l’amo ancora.
È così breve l’amore e così lungo l’oblio…” di Pablo Neruda.


Come ha scelto il titolo del suo lavoro più recente?
Pensando ad un vecchio amore.

Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
Circa quattro mesi.

Ha vinto premi letterari?
No, in un paio di occasioni mi sono piazzato in quarta posizione.
 

Crede nei premi letterari?
Sì e no.

Ha altri progetti in cantiere?
Certamente: ho pronte un paio di raccolte poetiche, di racconti che vorrei al più presto pubblicare e vorrei finire il mio primo romanzo.
 

 

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