
ANDREA DI CARLO
DI NOI TRE
Di noi tre è uno libro interessante e
ricco di colpi si scena, scritto da Andrea de Carlo. Pubblicato per
la prima volta nel 1999 presso la casa editrice Oscar Mondadori,
venne ristampato nel 2004. dallo stile di scrittura preciso e
nell’uso di paragone si intuisce che l’autore potrebbe essere una
persona enigmatica capace di mettere in risalto non solo i tratti
fisici di un personaggio e lasciando ampio spazio alla definizione
dei lineamenti caratterologici più profondi.
È un testo narrativo che permette al
lettore di compiere un salto indietro nel tempo, nei fantastici anni
’70 con tutte le sfumature grigie e colorate della Milano di quel
periodo.
Dal titolo si ci rende conto che la
vicenda si attorciglia su tre persone, completamente differenti
caratterialmente che all’improvviso si incontrano e vedono
mescolarsi le loro vite, tra intrighi amorosi e avvenimenti vari
riuscendo ad avere una visione della vita migliore rispetto a quella
personale iniziale.
I temi principali che emergono sono
quelli che ossessiono da sempre i giovani come il lavoro dopo la
laurea, l’andare a vivere da soli senza un soldo in tasca, essere
qualcuno.
Netto il messaggio: nella vita
accadono un sacco si cose belle e brutte ma in ogni caso bisogna
saperli vivere serenamente e con un atteggiamento ottimista.
L’ottimismo è la prima regola del
vivere sano, altrimenti vedremo solo ostacoli enormi pur essendo in
sé piccoli o comunque superabili. I protagonisti della vicenda sono
Lirio, Marco e Misia. Lirio è il narratore autodiegetico che
racconta, appunto, la sua vita.
Ha 23 anni, si è appena laureata in
Storia antica,non ha un lavoro, non ha la ragazza, vive in un
miniappartamento, ama disegnare e ascoltare musica; Marco è il suo
migliore amico, stava per laurearsi se la sua tesi non avesse fatto
scaturire una polemica tra i membri della commissione. È un ragazzo
ricco di idee piuttosto fattibili ma quando vede realizzare un suo
sogno scappa per la paura di poterci restare male.
Misia, infine, una giovane ragazza,
fa la restauratrice, è bella, generosa, ottimista e intelligente.
Incarna il classico idea di donna perfetta bella e con una testa che
funziona.
Già da piccola, a causa di problemi
familiari, è dovuto divenire presto responsabile di se stessa e di
suo fratello minore, svolgendo lavori vari dalla baby-sitter alla
traduttrice. Nel testo compaiono altri personaggi secondari come
Settimio Archi e Walter Porcaro.
La vicenda si svolge nella città di
Milano, dalla casa di Livio alla soffitta di Marco, dalla strada
urbana trafficatissima al cortile di casa. Il tempo viene scandito
in giorni e mesi.
Una delle frasi per me più belle: “Io
che pedalo via con il cuore che mi batte veloce e penso domani,
domani, domani, penso cinque minuti fa; l’ossido di carbonio dal
traffico che ci invade il sangue contribuisce all’intensità
patologica con cui cerchiamo di sospingere le nostre immaginazioni…
Il linguaggio è comprensibile anche se complicato da una sintassi
paratassica e dal ritmo troppo incalzante delle parole.
Il suo stile è caratterizzato da un
lessico comune con espressioni forti prese dalla vita quotidiana. Il
ritmo tende ad essere lento all’inizio e poi sempre più incalzante e
rapido. L’intreccio è ben saldato, la vicenda è intrigante, crea
suspence e non tutti i personaggi sono perfettamente focalizzati. La
descrizione è accurata.
Nel complesso è un libro ottimo per i
ragazzi meno per gli adulti perché ormai hanno superato quest’età
Non perdere mai la
speranza di veder realizzati i tuoi obiettivi. Non perdere mai la
speranza
In te stesso.
Graziana Dammone
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