Charles Baudelaire


 

È un tempio la Natura ove viventi
pilastri confuse parole si lasciano sfuggire;
l''attraversa l''uomo, tra foreste di simboli
dagli occhi familiari.
I profumi, i colori e i suoni si rispondono
e di lontano si confondono
in unità profonda e tenebrosa,
vasta come la notte ed il chiarore.

Esistono profumi freschi, come carni
di bimbo; dolci come gli oboi, e verdi
come praterie. E degli altri
corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno

l''espansione propria delle infinite cose,
come l''incenso, l'ambra, il muschio,
il benzoino, e cantano dei sensi
e dell''anima i lunghi rapimenti. Profumo...

Lettore, a volte in chiesa hai respirato,
indugiando a saziare il gusto ingordo,
un gran d''incenso? Hai mai socchiuso il bordo
d''un sacchetto di muschio stagionato?

O magica delizia, ove ogni accordo
rivive oggi, e ci esalta, del passato!
Così l''amante su un corpo adorato
coglie il fiore squisito del ricordo.

Dal crine suo, elastico e cresputo,
turibolo d''alcova e sacca viva,
crudo e ferino un effluvio saliva.

E nelle vesti, mussola o velluto,
pregne del corpo suo giovine e nuovo,
un sentor di pelliccia aveva covo

 
Charles Baudelaire

  È vietato l'uso delle immagini e dei testi non autorizzato.
© 2008 Associazione Akkuaria

Presentazione Akkuaria - Statuto Akkuaria - Scrivi Akkuaria