Antonio Porta
Vegetali, animali
Quel cervo la vigile fronte penetrata nei dintorni nel vasto prato rotondamente galoppando s'avviò; a volo le lunghe erbe da ogni parte afferrava finché l'erba cicuta lo pietrificò. L'albero l'ossastura allargava
cercando spazio tra gli alberi; con il ciuffo in breve di un palmo l'altezza superò della foresta: due guardie forestali quello segnarono col marchio che alla scure segnala il punto dell'attacco. L'insetto giallo sull'albero strisciava ad alte foglie ampie come laghi: a ciondolare. Intervenne a schizzargli la schiena il becco del Bucocorvo rosso e curvo come un ponte d'avorio. Quel fiore foglie e petali distese fino a inverosimili ampiezze: sostare vi potevano colibrì e lo spesso gregge degli insetti. Sciocco ed arruffone, recidendolo, l'esploratore ne, con violente ditate, fece scempio. Quel topo gli occhi aghiformi affilò una veloce nuvola fissando che gonfiava salendo, esplodeva sibilando nell'aria violenti pennacchi: allo scoperto rimasto, topo del deserto, dall'attento falco fu squarciato. L'uccello il folto dei cespugli obliò, un lunghissimo verme succhiò dalle zolle: due amici monelli appostati, gli occhi riuscirono a forargli sulla gola inchiodandogli la preda dal becco metà dentro e metà fuori.
|