Giacomo Leopardi:
Alla luna
O graziosa luna, io mi rammento che, or volge l'anno, sovra questo colle io venia pien d'angoscia a rimirarti: e tu pendevi allor su quella selva siccome or fai, che tutta la rischiari. Ma nebuloso e tremulo dal pianto che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci il tuo volto apparia, che travagliosa
era mia vita: ed č, ne' cangia stile, o mia diletta luna. E pur mi giova la ricordanza, e il noverar l'etate del mio dolore. Oh come grato occorre nel tempo giovanil, quando ancor lungo la speme e breve ha la memoria il corso, il rimembrar delle passate cose, ancor che triste, e che l'affanno duri!
Autore: G. Leopardi (1798, Recanati - 1837 Napoli) Note: Canto della profonda lirica del Leopardi, immagine della infelicitą amica.
Opere: Ultimo canto di Saffo (1823); All'Italia (1818); Canti (1831);"Nuovo Ricoglitore" (1825)
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