Alda Merini
Non voglio dimenticarti amore, ne accendere altre poesie: ecco, lucciola arguta, dal risguardo dolce, la poesia ti domanda e bastava un inutile carezza
a capovolgere il mondo.
La strega segreta che ci ha guardato ha carpito la nudità del terrore, quella che prende tutti gli amanti raccolti dentro un’ascia di ricordi. Non voglio dimenticarti amore, ne accendere altre poesie: ecco, lucciola arguta, dal risguardo dolce, la poesia ti domanda e bastava un inutile carezza
a capovolgere il mondo. La strega segreta che ci ha guardato ha carpito la nudità del terrore, quella che prende tutti gli amanti raccolti dentro un’ascia di ricordi.
La poesia comincia con una contrapposizione di stati d’animo, ossia la poetessa non vuole dimenticare l’uomo che ama, ma contemporaneamente non vuole soffrire nuovamente accendendo altre passioni. Ella descrive il suo amore, e lo definisce arguto, penetrante, ma allo stesso tempo dolce. Il suo sentimento per quest’uomo è talmente forte e grande che anche un piccolo gesto d’amore di lui - una carezza - la renderebbe talmente felice da cambiare il suo modo d’essere. La felicità della poetessa cessa quando la storia con il suo amato finisce; ella si sente indifesa poiché innamorata follemente, e per questo non riesce ad accettare la situazione che si è creata. Questo tipo di amore, che nasce senza preavviso, riesce a unire qualunque persona innamorata, ma che allo stesso tempo, per qualsiasi caso sfortunato, può portare la persona innamorata a ricordare con dolore e soffrire. La poesia presenta alcune metafore, come "lucciola arguta dal risguardo dolce" (che rappresenta l’amore furbo, di spirito, ma che può essere allo stesso tempo dolcissimo); "strega stregata" (che rappresenta un qualsiasi momento infelice dell’amore che può portare alla fine di una storia); "ascia di ricordi" (che rappresenta quei ricordi che anche se belli possono fare male). Quest’ultima metafora è introdotta anche da un altro poeta, ossia Eugenio Montale, dove in quel caso fa riferimento ad un’ascia che taglia il tronco di un albero in pieno inverno. Ci sono anche diversi termini che si contrappongono: "arguta e dolce", dove la poetessa cerca di esprimere degli aggettivi positivi verso l’amore, "strega stregata e terrore" dove la poetessa vuol far intendere i momenti brutti e tragici dell’amore. Quindi in questa poesia la Merini vuole far rivivere tutti i momenti sia belli che brutti di questo sentimento che può far male ma di cui non si può fare a meno.
Alda Merini è nata a Milano il 21 marzo 1931. Ha esordito a soli sedici anni. La sua prima raccolta di poesie è "La presenza di Orfeo"pubblicata da Schwarz nel 1953. In seguito sono stati pubblicati: " Paura di Dio"(1955) , "Nozze romane"(1955), "Tu sei Pietro"(1962). Dopo vent’anni di silenzio dovuti alla malattia, escono: "Destinati a morire"(1980), "La terra Santa"(1984), "Fogli bianchi"(1987), "Testamento" (1988), "Vuoto d’amore"(1991), "Ballate non pagate(1955). Il primo libro di prosa è "L’altra verità". Nel 1993 le viene assegnato il Premio Librex-Guggenheim "Eugenio Montale" per la poesia. E’ stata inoltre proposta dall’Accademia Francese per il Premio Nobel per la Poesia. Nel 1994 è stato pubblicato il volume "Sogno e Poesia" con 20 incisioni di 20 artisti contemporanei.Nel 1996 pubblica "La vita facile" con il quale le è stato attribuito il Premio di Viareggio. Nel 1997 Maria Corti ha pubblicato un’antologia di Alda Merini, dal titolo "Fiore di Poesia" (1951-1997).
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