«Adesso puoi spegnermi»
Un lungo minuto nel mondo di Internet
Dall’armadio chiuso ermeticamente esce un lamento... Qualcuno parla. Apro adagio, quasi con cautela. Dentro c’è un tale che si rifiuta di essere tale: due occhi, formato monitor, lampeggiano sulla scritta «adesso puoi spegnermi». Un attimo per riflettere. È vero che davanti a tutto ciò che succede nel mondo è pù comodo stare seduti davanti ad un video e approdare, come naufraghi stanchi, davanti ai colori delle «schermate». Come si potrebbe definire questa nuova forma di icono-spettacolo-cinematico senza palcoscenico?Una vario-land che, tra una credibilità emozionale, sottolinea la gabbiatura patinata di un universo monitorato. Una gabbia impregnata di autosuggestione e piacere dove la tecnica e la bravura sono accarezzate da un solitario, ironico e compiaciuto cinismo. Le immagini, così vive, si fanno strada sulla via della mente per proporre una delirante favola che inchioda mani e occhi. Se volessimo, per un attimo, provare a immaginare che anche nel microcosmo domestico c’è una nuova mappa per segnare il nuovo sentiero della dial-internetica. Un nuovo linguaggio, una metafora standarizzata: utilitaristica nel pertubante divenire di un nuovo oggi. Tecnologia che, dal momento della sua nascita, ha segnato una decisiva impronta nelle mani del futuro e... non poteva essere altrimenti ma, il mondo sta cambiando e noi saremo in grado di inglobare l’enorme mole informativa che incombe sulle nostre teste?
Vera Ambra
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