Friedrich Hölderlin
I defunti
Un effimero giorno io vissi e crebbi coi miei: l'uno dopo l'altro già via me li porta l'ultimo sonno. ma voi mi vegliate, o dormenti, nel cuore, nella fraterna anima mia riposa la vostra fuggitiva immagine. ed è lì che siete più vivi, ove del divino spirito la gioia tutti quelli che invecchiano, tutti i morti
ringiovanisce.
Trad. G. Vigolo
F. Holderlin (1770, Lauffen - 1843, Tubinga) Fu precettore a Francoforte presso il banchiere Gontard e s'innamorò della ventisettenne moglie di lui Susette, cantata con il nome di Diotima.
Note: La morte viene sconfitta dalla forza dei ricordi. La poesia fu scritta nell'autunno dell'800. Opere: Iperione (romanzo epistolare, 1797-99), Empedocle (tragedia in versi,1799-1802), Poesie, Odi, Elegie (1791-1812)
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