
Con il Patrocinio della Provincia
Regionale di Caltanissetta
e del Comune di Butera L'Associazione Akkuaria organizza la 2a
Edizione
del Premio Letterario Nazionale di Narrativa e Poesia FORTUNATO
PASQUALINO
termine presentazione opere 30 Novembre 2009
Si partecipa ad una sola sezione con un breve racconto o con una
poesia.
Il testo – accompagnato da una lettera di presentazione che dovrà
contenere le generalità complete, domicilio, recapito telefonico,
indirizzo di posta elettronica; nonché la dichiarazione attestante
il carattere inedito delle opere, l'autorizzazione al trattamento
dei dati e una breve nota biografica - dovrà essere inviato
esclusivamente per e.mail al seguente indirizzo elettronico
premiofortunatopasqualino@akkuaria.org
Modalità di partecipazione
– Sezione Racconti
Si partecipa con un racconto che non dovrà superare le quattro
pagine dattiloscritte. Ogni pagina dovrà essere impostata su formato
a 4 corpo del testo times new roman carattere corpo 12 e non dovrà
superare le 50 righe ciascuna.
– Sezione Poesia
Si partecipa con una poesia che non dovrà superare i 35 versi.
Non saranno ammessi i lavori che non risponderanno ai requisiti
richiesti.
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L'Associazione
Culturale Onlus Mecenate è nata per garantire uno spazio aperto
e democratico di libero confronto, di partecipazione attiva alla
vita culturale e sociale, di promozione della cultura della libertà,
solidarietà e sussidiarietà e si propone di offrire uno spazio
aperto alla discussione e alla socializzazione tramite la cultura,
lo sviluppo e la conoscenza fra gli associati.
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Erre
Estès
Eros-Rime
Sedurre con una risata e... un pizzichino di neuro-scienze
(Poesia)
In copertina opera di Salvatore Boccia
Ci siamo chiesti quante volte nel rapporto
con il partner desidereremmo osare, fare o dire e invece non agiamo per il
timore di non essere adeguati al ruolo che pensiamo di dover tenere?
Però se è vero – ed è vero – che i difetti sono della persona e non del
ruolo, l’allegoria giocosa delle eros-rime è uno dei possibili strumenti che
ci permettono sia di rispettare il ruolo sia di svelarci, generando nel
partner un piacevole stato emotigeno.
L’eros-rima utilizza l’innocente metafora dei simboli, potentissimi
evocatori emozionali che sono elaborati nei centri sottocorticali del
cervello, generando quella combinazione di percezioni a cui corpo e mente
rispondono con reazioni psicofisiologiche di ben-essere.
Erre Estès: è nata a Milano. Si occupa
di consulenza e formazione sulla comunicazione aziendale. Una natura
passionale ed eclettica che scruta il mondo delle emozioni per canalizzare
l’energia vitale.
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Pasquale
Di Fronzo
Parlerò all’aria e comprenderò il suo silenzio
(Poesia)
Entrare nel mondo poetico di un autore non è impresa facile
in quanto, sulla scia di Mallarmé, bisogna essere in grado di sentirne i
“sintomi molto inquietanti causati dal solo atto di scrivere”, sintomi che
si avvertono nella loro pregnanza “sviscerando il verso”, esperienza tipica
di ogni poeta; ma “sviscerare il verso” significa sfiorare l’abisso,
eliminare ogni certezza e vivere, come dice Maurice Blanchot in Lo spazio
letterario (1955), nell’intimità di questa assenza, raggiungere
l’essenziale, incontrare l’assenza degli dei. Ma se la poesia
etimologicamente, come dice Fabre d’Olivet, deriva dal fenicio arcaico
Po-esis, presente anche nel segno “Pe” dei geroglifici egizi e nella lettera
alfabetica “Pe” (bocca) dell’ebraico sacro, e significa pertanto “lingua
degli dei”, come mai “sviscerando il verso” ogni atto poetico porta al
rovesciamento radicale, cioè a vivere l’abisso dell’assenza degli dei?
Pasquale Di Fronzo è nato a Bari il 14/12/1979.
Dopo la Maturità Scientifica ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia
presso l’Università di Bari, città in cui svolge la sua attività. Parlerò all’aria e comprenderò il suo silenzio è la sua prima
pubblicazione. Vai al
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Carlo
Barbera
Povira genti nui
Le ballate di un cantastorie
dei nostri giorni
Quando ho cominciato a fare il cantastorie, come spesso mi accade, era tutto
un gioco: un modo per trovare un’alternativa al teatro di prosa, che ormai
andava sempre più in crisi. Ho iniziato così ad appassionarmi a questo mondo
fantastico, ascoltando Orazio Strano, Cicciu Busacca, Rosa Balistreri;
prendendo contatti con Mauro Geraci, Fortunato Sindoni, Luigi Di Pino.
Mi sono accorto subito che la mia non poteva essere una attività classica,
ma bisognava uscire fuori dagli schemi folclorici dei cantastorie per
approdare a qualcosa di diverso: il Teatro canzone, che aveva inventato
Gaber, combinato con la tradizione dei cantastorie.
Ecco così il frutto letterario del mio lavoro, i testi delle mie ballate,
già pubblicate nei cd da me incisi ed ora a disposizione di chi vuole
divertirsi a leggerli, mentre le ascolta, o soltanto a gustarne la parte
scritta.
Infatti, molti di questi testi all’inizio sono nati come semplici satire,
successivamente si sono evoluti diventando delle ballate musicali, con
musiche semplici, per come la tradizione del cantastorie vuole.
Gli argomenti sono attuali e pregnanti, visto che parlano del mondo di ieri
e di quello di oggi, ed ecco il perchè del titolo della raccolta: Povira
genti nui, che viene da una ballata ed è stato anche titolo del primo
spettacolo. Si tratta di un’autocommiserazione ironica, che vuole
beffeggiare questo mondo strano in cui viviamo, che perde sempre di più la
memoria delle sue radici.
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Claudio
Cinnella
Dal proscenio di un’esistenza a caso: la rappresentazione di una vita
umana
In copertina opera di Mariella Sudano
L’inanimata neutralità dell’esistenza
non attende nulla da me e
qualsiasi possa essere
la scelta,
essa non avrà alcuna conseguenza
sulla mia salvezza.
Claudio Cinnella è nato a Bari il 13.05.1974. Laureato in
Giurisprudenza, esercita la professione di Avvocato con competenze in
materia di Diritto del Lavoro e Diritto Civile.
Dal 1998 è il principale compositore di musiche e testi della band
Violet Tears, con la quale ha pubblicato tre album.
“Dal proscenio di un’esistenza a caso: la rappresentazione di una vita
umana” è la sua prima raccolta di poesie: sul palcoscenico della vita,
ad ogni uomo è assegnato un copione che dovrà egli stesso scoprire,
nulla essendogli noto già dal principio.
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Antonia
Belvedere
Passìanne p’’o pajése mije (Poesia)
In
copertina: “Petite fleure Sienne” opera di Alfredo Santella
Antonia Belvedere, prendendo a pretesto la lingua – che è solo
“marzanese” – liquida i lettori con “si po’ nun me capite lassate stà
nisciune v’obbliga a nce pruvà’”
Poi diventa generosa nel comprendere le difficoltà del lettore che
potrebbe non capire il “marzanese”, dà la traduzione in italiano per cui
io che avrei potuto trovare una bella motivazione per declinare l’invito
ho dovuto rassegnarmi al sì. Non potevo dire di no. Questo diniego l’Antonia
non l’avrebbe meritato: lei così sempre disponibile …peggio per lei,
però, avrebbe potuto scegliere di meglio.
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“ASCOLTA
LA VOCE DELLA MIA MANO”
di Danilo Caccamese, Edizioni
Akkuaria, Catania, 2008, pp.92
di Luca Frudà
Ascolta la voce della mia mano è la prima silloge poetica del
giovane Danilo Caccamese. È una raccolta di versi che denota oltre
agli ovvi difetti dell’acerbità anche dei pregi davvero interessanti
e un approccio alla scrittura poetica serio e strutturato. Leggi tutto
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“PEGASEIUM
NECTAR” di Vera Ambra,
Edizioni Akkuaria,
Catania, 2003, pp.48
di Luca Frudà
La silloge di Vera Ambra,
Pegaseium nectar,
mostra fin dall’inizio la capacità della poetessa di saper fare un
uso sapiente delle parole. Le ripetizioni chiasmiche rendono questa
raccolta amorosa un continuo intrecciarsi di versi intorno a lui e
lei:
Le mie mani sono le tue mani
/
le mie labbra le tue labbra
/
Non c’è nulla di te che non faccia parte di me
(p.6).
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L’azzurro
gusto
di Mariella Sudano
recensione e intervista di Luigi Milani
Mariella Sudano è
poetessa e pittrice. Ha una grande passione per il teatro greco,
dipinge ispirandosi agli impressionisti e disegna astratti. È nata a
Catania e vive a Palagonia, dove lavora come insegnante. Fatalmente,
la terra d’origine segna l’artista nell’intimo, conferendo alla sua
opera di poetessa e illustratrice quel carattere di solare
passionalità che è tipico della regione. Un carattere piacevolmente
mediterraneo, che fa del colore - l’azzurro, naturalmente - quasi
una religione, una ragione di vita.
Azzurro Gusto“, la silloge meritoriamente
pubblicata da Akkuaria ,
rispecchia fedelmente quelle che assurgono a caratteristiche
archetipiche dell’approccio dell’autrice alla poesia e all’arte
figurativa: alludo alla ricerca della segreta armonia racchiusa
nelle combinazioni di versi spesso anch’essi legati a temi astratti,
come le curatissime immagini che fanno da preziosa cornice alle
poesie della Sudano.
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Le interviste agli Autori di Akkuaria
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SCRITTORI SICILIANI
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RACCONTI D'AUTORE
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POETI E SCRITTORI DI AKKUARIA
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Akkuaria rende omaggio a
PINO AMATIELLO
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POESIE
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Poesie Romanesche
Poesie Autori stranieri
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POETI CONTEMPORANEI
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Un
saluto ad un Amico
che ci ha lasciato
La luna se ne va da questa
notte,
e mette a nudo le lance delle canne,
le rughe dei vecchi occhi vivi
le vene delle foglie umide
Carissimi,
con profondo dolore vi annuncio la scomparsa di uno
dei nostri Autori, Giuseppe Schillaci in arte
Sòstene. Un infarto fulminante lo ha sottratto agli
affetti dei suoi cari, degli amici e di tutte le
persone che lo stimavano sia come persona, come
avvocato e soprattutto come Artista: scrittore,
musicista.
Giuseppe era una delle più preziosi voci che la
nostra terra di Sicilia abbia avuto. Con lui
scompare una memoria storica e scompare anche un
valido e insostituibile pilastro per la nostra
Associazione.
Con Giuseppe abbiamo trascorso parecchie ore a
discutere di molti di Voi, della vostra poesia, del
vostro modo di scrivere. Con Giuseppe abbiamo
lavorato su i vostri testi. Giuseppe era il
Presidente di Giuria del noto concorso Letterario di
Akkuaria "I veli della Luna".
Giuseppe Schillaci era un uomo schivo di qualsiasi
forma di notorietà, amava operare in silenzio, amava
restare nell'ombra. Amava la musica e la poesia.
Vera Ambra
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La felicità non può nascere dalla rabbia o dall'odio'
Nessuno dice: "Oggi sono felice perché stamattina mi sono arrabbiato
assai". Al contrario, la gente si sente a disagio e dice: "Oggi non
sono contento perché stamattina ho perso le staffe". Tramite la
gentilezza, tanto al livello personale, quanto a livello nazionale e
internazionale, col rispetto reciproco e la reciproca comprensione,
otterremo la pace, unitamente a una genuina soddisfazione.
(Tenzin Gyatzo, XIV Dalai Lama)
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